Cosa sono i DSA?
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, detti anche DSA, sono difficoltà che riguardano una sola abilità scolastica, come la lettura, la scrittura o il calcolo. Si definiscono “specifici” proprio perché non coinvolgono l’intelligenza generale del bambino, che è nella norma, ma solo le abilità precedentemente citate.
Queste difficoltà non sono causate da problemi neurologici o sensoriali, come ad esempio un deficit della vista o dell’udito. Non dipendono nemmeno dalla mancanza di impegno o dalla qualità dell’insegnamento. Si parla di DSA quando queste difficoltà durano nel tempo, rendono l’apprendimento scolastico più complicato e non migliorano in modo significativo con il passare degli anni scolastici.
In Italia, circa il 3-5% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ha un disturbo specifico dell’apprendimento. Nei bambini è più frequente trovare difficoltà che coinvolgono più di una abilità specifica, come ad esempio la lettura e la scrittura insieme; al contrario, è più raro che la difficoltà sia limitata a una sola area.
L’impatto dei DSA e della DISLESSIA
Avere un DSA non comporta esclusivamente una maggiore fatica nell’ambito scolastico. Questi disturbi possono avere un impatto anche sul senso di autostima ed autoefficacia, aspetti che soprattutto nelle prime fasi della crescita ricoprono un’importanza fondamentale. Molti bambini con DSA vivono momenti di frustrazione, si sentono inadeguati o meno capaci degli altri, e questo può influire sul loro benessere emotivo e sociale.
Per questo motivo, quando si accompagna un bambino con DSA, è importante avere uno sguardo ampio, che tenga conto non solo delle difficoltà scolastiche, ma anche delle sue emozioni, dei suoi pensieri e del suo modo di vivere la scuola e le relazioni.
Per spiegare al bambino cosa si intende per DSA e che cosa avviene quando si ha una difficoltà di lettura, ho creato una storiella, chiamata “Le formichine birichine!”.
Scarica la storiella qui: https://drive.google.com/drive/folders/1bJtXxID0g31tuhY4dcgadBvK8uWug6VY?usp=drive_link
In questa storiella ho paragonato il funzionamento dei neuroni a quello delle formichine, per proporre l’argomento in modo divertente e coinvolgente ai bambini.
Ho pensato di creare questa storia con l’intento di:
- dare una spiegazione semplice delle difficoltà, affinché il bambino possa sentirsi come gli altri, senza percepirsi come “meno capace”;
- trasformare il senso di colpa e di inadeguatezza in consapevolezza e unicità;
- convertire il senso di rassegnazione legato alle proprie difficoltà in motivazione e desiderio di migliorarsi.
Concludo con una frase molto utilizzata per la sua chiarezza ed efficacia: “La dislessia non è un limite, ma un modo diverso di vedere il mondo. E ogni punto di vista nuovo è una ricchezza.”
Bibliografia
- Benso F. (2010). Sistema attentivo-esecutivo e lettura. Un approccio neuropsicologico alla lettura. Torino: Il leone verde.
- Brouwers M.C., Kerkvliet K., Spithoff K., Kerkvliet K., Browman G., Burgers J., Cluzeau F., Davis d., Feder G., Fervers B., Graham I., Grimshaw J., Hanna S., Kho M., Littlejohns P., Makarski J., Zitzelsberger L. (2021). Linee guida: Gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
A cura della Dott.ssa Elisa Di Russo

